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Anteprima preparata da Federico Vitiello per Swing Communication. Non è il sito ufficiale di First Hotel Malpensa.Anteprima preparata da Federico Vitiello per Swing Communication. Non è il sito ufficiale di First Hotel Malpensa.

Come è fatta
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L’anteprima è in italiano; il sito di oggi è anche in inglese.

Per Swing Communication

Ho rifatto la home di First Hotel Malpensa. Non per rubarvelo: per farvi vedere come potete farlo voi.

A parole non convinco nessuno, me compreso: per questo, invece di raccontarvi come lavoro, ho rifatto una pagina che conoscete bene.

First Hotel Malpensa non sa niente di questa pagina: nessuno l’ha contattato.

Il sito di oggi

Il sito di First Hotel che porta la vostra firma è recente: le foto delle camere sono del 2025. È fatto con gli strumenti con cui oggi si fa il sito di un albergo: WordPress con Elementor, due lingue, il motore di prenotazione collegato bene, col codice promo e la cancellazione accanto. E dentro c’è materiale che regge: un servizio fotografico vero delle camere, con la luce giusta, e un marchio che vive anche fuori dal sito, sulla livrea della navetta e sulla chiave della camera, con quel «comes First».

Sono il cuore della home rifatta. Le foto e i fatti vengono tutti dal sito di oggi; i testi nuovi, una cinquantina fra titoli, domande, didascalie e comandi, stanno in un elenco, da far approvare al cliente se decidete di proporla. Quello che rallenta la pagina di oggi non è l’idea: è tutto quello che si carica prima della foto principale.

Il prima e il dopo, dal telefono

La prima schermata della home di oggi sul telefono, dopo aver rifiutato i cookie: un riquadro di benvenuto copre la pagina, sotto la chat e i tasti fluttuanti
Oggi, dopo aver rifiutato i cookie (il volto dell’assistente in chat è sfocato)
La prima schermata della home rifatta sul telefono: la camera la sera, il titolo e il tabellone della prenotazione
L’anteprima

Su PageSpeed (Lighthouse, dal telefono)

Lo strumento di Google che rifate in un minuto su PageSpeed Insights, col profilo del telefono. La rete e il processore lenti li ricava con un calcolo, invece di rallentarli davvero: per questo i suoi secondi sono più alti di quelli in 4G qui sotto. Due passaggi: di ogni numero, del sito di oggi tengo il migliore e dell’anteprima il peggiore.

Il voto delle prestazioni
97 su 100invece di 48
La prima schermata (LCP)
2,2 sinvece di 7,4 s

Con la sonda, in una rete rallentata davvero

Apre la pagina come un telefono senza cache, col processore lento e la rete di un 4G, o di una rete lenta: tre giri, e la mediana. Il peso e le richieste li conta lei.

La prima schermata (LCP), in 4G
0,8 sinvece di 5,2 s
La stessa, in una rete lenta
1,9 sinvece di 16,2 s
Il peso al primo caricamento
489 KBinvece di 4 MB
Le richieste ad altri siti
0invece di 71

Misurato il 25/10/2026 alle 09:51, sul sito di oggi e sull’anteprima pubblicata, uno dopo l’altro. I numeri di PageSpeed li rifate in un minuto; quelli della sonda, a occhio, dal vostro telefono. La pagina rifatta non misura le visite e non ha la chat né il riquadro di benvenuto: se servono, si aggiungono e partono al primo tocco, non prima.

Che cosa ho cambiato, e perché

  1. La prenotazione nel primo schermo

    È lì che si vince o si perde: ogni camera venduta dal sito non paga la commissione di un portale. Oggi, dal telefono, la barra di Vertical Booking non è nella prima schermata: davanti ci sono un riquadro di benvenuto, la chat e tre tasti che galleggiano. Qui la prenotazione è nel primo schermo, con le stesse date, gli stessi ospiti e il codice promo. In anteprima si ferma lì e lo dice: sul sito vero, da quel tasto si apre il loro motore.

  2. Il tabellone

    Arrivo e partenza: sulla barra di oggi sono le parole dell’albergo, a Malpensa sono quelle del tabellone. Le date stanno in palette che girano lettera per lettera quando le cambiate, come in aeroporto, e sotto c’è il calendario vero del telefono. È il principio con cui lavoro, «feel, don’t tell»: la pagina fa sentire l’aeroporto, invece di nominarlo.

  3. «24 ore su 24», provato

    Chi atterra tardi o parte all’alba ha una domanda sola: a quell’ora c’è qualcuno? «Aperto adesso» mostra l’ora vera di Malpensa e i quattro servizi che il sito dice aperti giorno e notte. Spostate il cursore alle tre di notte: le palette ricontrollano, e la reception resta aperta, la navetta in servizio.

  4. Le foto dell’albergo al posto di quelle di repertorio

    Nella home di oggi, accanto alle foto vere, ce ne sono cinque di repertorio (lo dicono i nomi dei file): l’aereo dietro la vetrata, le receptionist, il cocktail, la colazione al tavolo, l’uomo d’affari sul letto. Quella delle receptionist è anche l’immagine più pesante della pagina, 947 KB. Qui ci sono solo le loro: la camera la sera, la navetta con la valigia, la sala Eagle, la colazione.

  5. La camera giusta, con una domanda

    «Quanti siete?»: scegliete tre, e la Standard e la Executive si fanno da parte, la Deluxe dice «anche per tre, col terzo letto», e il tabellone della prenotazione passa da sé a tre adulti. «Solo qualche ora» porta al day use.

  6. Google trova scritto che cos’è

    Oggi la home non ha descrizione, anteprima del link né dati strutturati: che cosa offre, Google deve ricavarlo dal testo. Qui ci sono i dati del tipo Hotel (le stelle, l’indirizzo, le coordinate, il check-in, i servizi, le tre camere), le domande frequenti, una descrizione con le parole con cui lo si cerca (navetta, terminal, parcheggio, day use) e l’anteprima del link con la camera.

  7. La velocità

    Le foto nelle misure che servono a ogni schermo, un carattere solo, il loro (Montserrat), servito dal sito stesso, e nessuna richiesta ad altri siti prima di un gesto. Per questo la pagina pesa una frazione di prima e si vede subito anche dal telefono di chi è appena atterrato.

Tre cose, intanto, si sistemano già domattina anche sul sito di oggi, senza aspettare il resto: nel codice della home e della pagina Camere ci sono i testi segnaposto («Mario Rossi», «Lorem ipsum», «Domanda #1»), che chi visita non vede ma Google legge; il parcheggio è «gratuito la prima notte» in un punto della home e «gratuito durante il soggiorno» poco sotto (qui ho tenuto la prima, finché l’albergo non dice qual è); e il link non ha un’anteprima, così incollato su WhatsApp resta un rettangolo grigio.

Quanto tempo, e con che cosa

Una mattina, domenica 25 ottobre, dalle 8:25 alla pubblicazione, alle 9:49. L’ha costruita un agente di intelligenza artificiale (Claude) che segue Linus, il mio metodo: prima ha studiato e misurato il sito di oggi, poi ha scritto l’analisi e il progetto, poi le prove. Un secondo agente, che fa da regia per me, ha giudicato le prove sulle schermate prima della grafica definitiva; un terzo, che non l’ha costruita, l’ha collaudata e ha riletto ogni fatto sulla fonte. La mia parte è il metodo che seguono. La mattina ha coperto la home, in italiano: il resto è nell’elenco qui sotto.

È fatta in Next.js e pubblicata su Vercel, con le foto e il carattere serviti dal sito stesso. Se la pagina va online, si aggiunge il gestore dei contenuti, per cambiare testi, foto, orari e offerte dalla pagina stessa. In questa anteprima non c’è. Il tempo vero, adesso, sta nelle decisioni: che cosa deve sentire chi arriva, che cosa togliere, che cosa appartiene soltanto a loro.

Che cosa potete portare a First Hotel

  • La home e la pagina delle camere rifatte così, in italiano e in inglese, come oggi.
  • Una pagina per chi atterra: come si arriva in hotel dal terminal, scritta con la reception. È la domanda che il loro assistente in chat propone per prima, «Come posso raggiungere l’hotel?».
  • Il parcheggio per chi parte e lascia l’auto, con la sua pagina e le parole con cui la gente lo cerca su Google.
  • Le recensioni vere degli ospiti in pagina, aggiornate dal server, senza un riquadro esterno che si carica prima di tutto.
  • Il day use, gli orari e le offerte da aggiornare in pochi minuti, dalla pagina stessa.

Se volete vedere come si lavora così

Giovedì 29 ottobre, dalle 14 alle 17, sono alla 24ORE Business School di Milano con le agenzie, insieme a Marco Santonocito, che costruisce prodotti digitali. Organizza Alleniamo Imprese, la scuola ci ospita.

Il programma del pomeriggio (si apre in un’altra scheda)

Federico Vitiello

Alleniamo Imprese: formazione sull’intelligenza artificiale per le imprese